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Alessandro MOISSI / Aleksander MOISIU :
triestino o durazzino?
Per cercare di fare chiaro quanto meno sul luogo di nascita del famoso attore teatrale.
A Trieste siamo molto attenti quando vediamo cambiare i cognomi o magari i dati anagrafici (luogo di nascita, nazionalità, ecc.) di qualche personaggio storico che consideriamo “nostro”. Sarà perché abbiamo avuto una storia particolare, nella quale i confini ci sono passati sopra - da Est ad Ovest e viceversa - lasciando sempre tracce di sangue; tra altre vicissitudini, sessant’anni fa siamo stati infatti, tra i primi a degustare quella sottile pratica balcanica che, solo nei giorni nostri, sarà chiamata “pulizia etnica”. Ed anche ai giorni nostri, sull’onda dei vari rivolgimenti conseguenti il disintegrarsi dell’ex-Jugoslavia, abbiamo avuto qualche “perla” tardiva, ma, fortunatamente, faceva più ridere che piangere: Marco (anzi: Marko) POLO era diventato croato! (1)
La storia di cui parleremo oggi è però molto meno cruenta, in quanto pone due dilemmi: (italiano od austriaco? (che però – nel caso in specie - si può semplificare con “triestino” (2)), oppure albanese, o meglio: “durazzino”? In ogni caso, è un dubbio che, fortunatamente, non comporta coinvolgimenti nazionalistici, quanto meno non ad una lettura odierna.
Avrete capito che stiamo parlando di Alessandro MOISSI / Aleksandër MOISIU, attore teatrale tra i più famosi in Austria, Germania ed Italia nella prima parte del Novecento. Ho detto famoso, ma, oggi, quanto è avvalorato questo aggettivo, in Italia, come in Albania, per quanto ho potuto constatare personalmente, e, soprattutto fra le generazioni più giovani?
Lo scorso mese di novembre, a Tirana, facevo parte di una commissione di esami, e mi sono trovato un gruppo di candidati di Kavaja, allievi di un liceo intitolato per l’appunto a Moisiu. Nessuno di loro aveva saputo spiegarmi di chi si trattasse.
Ma vi sono validi motivi per ritenere che di Moissi, in Albania, si parlerà, nel prossimo futuro, sempre di più: è notizia recente che la costituenda Università di Durazzo sarà a lui intitolata; oltre a tutto, risulta esserci un legame di parentela con l’attuale Presidente della Repubblica Alfred MOISIU, che sarebbe suo cugino di terzo grado. (3)
Io non vi parlerò della carriera artistica di Moissi/Moisiu: non sono un critico teatrale e quindi altri potranno farlo molto meglio di me, ma vi racconterò quanto sto facendo per cercare di mettere una parola definitiva sul luogo di nascita del “Nostro”.
Certo è che, quando se ne parla (o se ne scrive), in Albania, nella maggior parte dei casi, lo si da per nato a Durazzo (4), mentre nel resto d’Europa, tutte le fonti più autorevoli (5) lo indicano per nato a Trieste (oggi Italia, ma all’epoca – 1879 - Austria). Mi piace sostenerlo con un certo orgoglio, forse campanilistico, perché Trieste è la mia città, ove è egli considerato una vera gloria cittadina in campo artistico, anche se mai vengono messe in dubbio le sue origini albanesi, e la sua
infanzia trascorsa a Durazzo.
Per la verità, devo aggiungere che c’è un sito, in Albania, più propriamente a Durazzo, che ho avuto la fortuna di visitare la scorsa settimana, e cioè il Museo della Cultura Popolare (ubicato nella casa in cui Moissi crebbe, e dove il Direttore, il Prof. Sali HIDRI, un gentiluomo di antico stampo, mi ha fatto visitare le due sale dedicate al “Nostro”, in una delle quali vi sono dei pannelli biografici in cui, tra l’altro, se ne attribuisce la nascita a Trieste e se ne spiega il grado di parentela con il Presidente MOISIU. (6)
Di Moissi (7) è certo sia nato il 2 aprile 1879 (8) e morto a Vienna nel 1935. Sicuramente ha trascorso una parte dell’infanzia a Durazzo (vi avrebbe compiuto gli studi elementari), per poi crescere a Trieste, frequentando qui il liceo in italiano e successivamente, in tedesco, a Graz (9)
Il padre, Costantino, era certamente albanese (da una famiglia originaria di Kavaja) e la madre Amalia DE RADIO (10), era di padre arberesh (11) e di madre goriziana (12), di cognome COLARICH;
Fin qui siamo tutti d’accordo; non sul luogo di nascita.
Mi sono allora rivolto alla fonte - battesimale però - che spesso, soprattutto per i tempi più remoti,
è più ricca di indicazioni; sapendo che il “Nostro” era stato battezzato nella Chiesta Greco-Ortodossa di San Nicolò e SS. Trinità a Trieste, ho chiesto all’Archimandrita (13) un certificato per estratto dal Registro dei Battesimi, da cui risultava battezzato a Trieste il 30 novembre 1879, e nato a Durazzo il 2 aprile dello stesso anno.
Ma, essendo a conoscenza che, nel 1986, il Comune di Trieste, più esattamente il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, aveva realizzato una mostra su Moissi, (e da allora si parla sempre di portarla, prima o poi, anche in Albania), mi sono rivolto a quel Museo, ottenendo copia di un certificato esposto nella mostra, (e citato nel relativo catalogo), chiamato “fede di battesimo e nascita”, rilasciato in data 19 ottobre 1919, dalla Comunità Greco-Orientale di Trieste, da cui risulta – nelle stesse date sopracitate, battezzato e nato a Trieste.
Una più attenta consultazione del Registro dei Battesimi, che ho potuto fare personalmente, mi ha consentito appurare che, in effetti, il luogo di nascita non viene affatto indicato, e che Durazzo viene citata solo quale luogo di provenienza del padre (“da Durazzo”); ma c’è un altro dato che ci soccorre, consegnandoci una certezza: il nome della “levatrice” (14), Caterina Mattel, cognome certamente locale (probabilmente “carsolino” (15) , nome che ricorre più di una volta nel predetto registro, significando quindi, senza ombra di dubbio, che il bambino Alessandro è nato effettivamente a Trieste. Del resto, una successiva consultazione degli Archivi dello Stato Civile del Comune e di Trieste conferma tale luogo di nascita. Dalla stessa fonte documentale risulta che anche tutti gli altri due fratelli (Costantino e Dante) e le cinque sorelle (Irene, Sofia, Fanny, Elvira e Melania) di Moissi sarebbero nati a Trieste, così come la madre; il padre, invece - indicato però con il nome di Moisè - risulta nato a Durazzo.
Un’altra fonte che attesterebbe la sua nascita a Trieste (sebbene di valore più sentimentale che ufficiale) la possiamo rinvenire nella frase d’esordio di un discorso, pronunciato da Moissi, il 5 maggio 1918, al Teatro Verdi di Trieste, prima dell’inizio di uno spettacolo, che recita testualmente “Sono ritornato nella mia Trieste natale con l’animo di colui che dopo lunga assenza si precipita tra le anelanti braccia materne”, ma è ovvio che “la città natale” talvolta può essere identificata come un luogo dell’anima anche in contrasto con i più freddi dati anagrafici
Ovunque sia effettivamente nato, a Trieste Moissi è ricordato anche in un piccolo piazzale di periferia, che porta il suo nome, e con una statua (anzi, un busto) nel principale Giardino Pubblico della città) dove ci sono tanti busti di triestini illustri; un po’ come ce ne sono a Tirana in quel giardino a fianco delle Torri Gemelle, verso il Fiume Lana. Sarebbe meglio dire c’era, perché, pochi giorni fa, ho visto che la zona è stata recintata, non so se per costruire altri palazzi oppure per risistemare il giardino. Speriamo bene….per i busti, naturalmente!
Appurato una volta per tutte il dubbio sul dato anagrafico, e trascurando un attimo i problemi di cittadinanza (16), resterebbe da stabilire a quale Nazione (17) la Storia ha consegnato di appartenere il “Nostro”: all’Albania, all’Italia, all’Austria? Oggi è fin troppo comodo rispondere: all’Europa, così nessuno se ne avrà a male.
Però adesso mi viene in mente – per cercare di trarre una morale - un curioso episodio che mi capitò molti anni fa , quando il concetto di Europa era comunque ben lontano da quello odierno (e non solo per gli albanesi, ovviamente), e - da giovane ufficiale di Marina - durante una sosta a Palma de Majorca, mi sono trovato - al Club de la Mar – a discorrere amabilmente, davanti ad un bicchiere di sherry – con l’Ammiraglio – comandante di quella base navale, su quale fosse il luogo di nascita, e quindi, eventualmente, anche la nazionalità, di Cristoforo Colombo. E’ notorio che, per gli italiani (e per buona parte della cultura mondiale) egli è nato a Genova, e quindi era italiano, ma, per gli spagnoli ed un po’ per tutto il mondo ispanico, sorvolando un po’ sul luogo di nascita, era un loro connazionale. Ad un certo punto, l’Ammiraglio – che si chiamava Cristobal Colon (18 ) de Carvajal, e che si dichiarava discendente del “nostro” – mi diede una leggera “pacca” sulla spalla e chiuse l’argomento con questa frase:
“Amigo, non importa dove Colombo fosse nato! Importa piuttosto che, quando sbarcò nell’isoletta di Guanahani (19), piantando la Croce e stringendo in una mano la Bandiera dei Re Cattolici (20), egli era un Ammiraglio dell’”Armada” Spagnola!”
Nei miei quarant’anni di Marina, mi era sempre piaciuto discutere con i superiori di grado, ma, quella volta – chissà perché - non ho voluto trovare argomenti per controbattere.
E poi lo sherry era così delizioso!
Paolo MUNER
Paolo MUNER, triestino, 61 anni, Ufficiale della Marina Militare Italiana (Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera), ha trascorso lunghi periodi in Albania: nel 1992 è stato Comandante in 2^ del 22° Gruppo Navale, Comandante la Prima Squadriglia della Guardia Costiera (Durazzo/ Valona) e Comandante del Reparto Comando Marina Durazzo, e, negli anni 2001/2003, è stato Capo Sezione Forze Navali e Capo Progetto per la Guardia Costiera Albanese, presso la Delegazione Italiana di Esperti (Tirana). Laureato in Scienze Politiche (indirizzo internazionale), giornalista pubblicista, lasciato il servizio attivo, si dedica, tra l’altro, a ricerche storiche di soggetto albanese.
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(1) il Generale Franjo Tudjman, allora Presidente della Repubblica di Croazia, durante una visita di stato in Cina, effettuata subito dopo la proclamazione di indipendenza (primi anni ’90), avrebbe dichiarato che Marco Polo (il famoso esploratore veneziano che scrisse “Il Milione” sui suoi viaggi in Cina), "era croato"; in ciò avvalendosi della circostanza che la sua nascita effettivamente viene attribuita dubitativamente tra Venezia e Curzola (isola della Dalmazia oggi – con il nome di Korčula - appartenente alla Croazia);
Trieste appartenne, fino al 1918, all’Impero Austro-Ungarico;
Il padre del Presidente, Spiro, sarebbe cugino di 2° del padre di Alessandro; dato attinto – verbalmente - preso la Segreteria della Presidenza della Repubblica;
tra le più recenti, vds. la rivista “Kult”, edizione del 15 giugno 2005, pag. 14 , “Legjenda Aleksander Moisiu”, ove viene indicato, quale luogo di nascita, Durrës;
Per citarne alcune:
Dizionario Enciclopedico Italiano (c.d. Enciclopedia Treccani, la più autorevole
enciclopedia italiana), Ed. 1970, Roma, Vol. VII°, pag. 856;
b) James Pettifer, “Shqiperia dhe Kosova”, Shtëpia e Librit & Komunikimt, Tiranë.
2003, pag. 352, libro che, sebbene edito in Albania è di autore straniero;
(6) testualmente: un figlio del fratello del nonno di A.M., di nome Temistocle, è padre di Spiro,
a sua volta padre di Alfred, il Presidente;
(7) evidentemente una alterazione dell’albanese MOISIU;
(8) alcune fonti lo danno per nato nel 1880, ma è certamente un errore;
(9) capitale della Stiria, in Austria;
(10) così si chiamano i discendenti degli albanesi esodati in Italia dopo la sconfitta di Skanderbeg, e stanziatisi soprattutto nel Meridione;
(11) anche questo potrebbe essere un errore di trascrizione compiuto in Chiesa, in quanto DE RADA è un tipico cognome arberesh (Gerolamo DE RADA è stato forse lo scrittore più famoso di tale ramo della Diaspora), mentre non risultano DE RADIO; nell’estratto dal registro battesimi rilasciatomi in data 3.3.2006, essa è addirittura indicata come DE BADIO, cioè con un errore che si trasforma in ulteriore deformazione;
(12) di Gorizia, città vicino a Trieste;
(13) il Parroco della Chiesa Greco-Ortodossa;
(14) nel registro, viene indicata come “maia”, per l’appunto “levatrice”, in greco, lingua in cui tutto il registro è compilato;
(15) proveniente dal Carso, altopiano retrostante la città di Trieste, abitato prevalentemente da
etnici Sloveni;
(16) quali e quanti “status” di cittadinanza avrà avuto il nostro? Anche questo sarebbe un dato degno di indagine. Per nascita, avrà acquisito la cittadinanza ottomana (se a Durazzo), ovvero quella austriaca (se a Trieste)? E cosa sarà accaduto dopo il finis Austriae (1918), posto che, dopo aver ottenuto un passaporto albanese, su sua richiesta, nel 1934, che la cittadinanza italiana “alla memoria” gli è stata attribuita motu proprio dal Capo del Governo, Benito Mussolini, in occasione dei suoi funerali, a Vienna;
(17) Nazione, nazionalità, come concetto ben diverso dalla cittadinanza, distinzione che per
gli albanesi mi risulta essere molto più sentita che per gli italiani
(18) da Colombo ribattezzata San Salvador; l’attuale Watling, nelle Bahamas;
(19) traduzione in spagnolo (castigliano) del nome Cristoforo Colombo;
(20) Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia;
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